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Monocordo

Storia

Uno dei pensatori greci più lungimiranti che influenzò con il suo pensiero la nostra cultura è Pitagora, un filosofo del VI secolo a.C., conosciuto al giorno d’oggi come il padre della geometria. Fu anche il primo intellettuale occidentale a mettere in chiaro le relazioni tra gli intervalli musicali. La chiave di questa scoperta fu uno strumento molto semplice chiamato Monocordo, costituito da una sola corda tirata su una struttura in legno. Usando il monocordo, Pitagora fu in grado di scoprire che la divisione musicale creata dall’uomo dava origine a determinati rapporti. Esaminando gli intervalli creati da questa divisione, Pitagora scoprì che tutti i rapporti numerici potevano essere espressi. Questi rapporti numerici, come 2:1, 3:2, 4:3, erano archetipi della forma, dato che erano dimostrazioni dell’armonia e dell’equilibrio che si potevano osservare in tutto il mondo. Pitagora credeva che l’universo fosse un immenso monocorde, uno strumento con una sola corda tirata tra il cielo e la terra. Il Monocordo odierno è composto da più corde ed è un’evoluzione di quello originario ideato da Pitagora. Nei modelli che producono oggi c’è un numero variabile di corde, da 24 a 36, ciascuna accordata su un’unica nota e un’unica frequenza: ogni singola corda diffonde nell’ambiente la sua vibrazione che viene amplificata dal suono della corda successiva e così via di corda in corda.

Descrizione

Il termine monocordo deriva dal greco monòchordon (mònos, “unico” e chordê, “corda”) e significa “strumento a corda unica”, anche se di fatto alcuni monocordi sono dotati di più corde, solitamente accordate alla medesima altezza. Il monocordo è uno strumento composto da tre corde, tesa sopra una cassa di risonanza tra due ponticelli fissi; ci sono inoltre altri ponticelli mobili per “tagliare” la corda ottenendo suoni di altezza (frequenza) variabile. Alle estremità dello strumento ci sono delle viti che servono per tendere le corde e alla carrucola connessa si possono legare pesi di massa nota in modo tale da effettuare misurazioni più precise. Le scale presenti, come si è detto, sono tre: la prima è in centimetri, la seconda è la naturale e la terza è la temperata. Quella naturale è costruita a partire dalle triadi maggiore e minore. I numeri interi posti in rapporto vanno stavolta dall’1 al 6, ma anche in questo caso alcuni intervalli funzionano meglio ed altri peggio. Quella temperata fu creata per un “compromesso intervallare” che consiste nella distribuzione dell’errore (inevitabile) su tutti gli intervalli, tale da renderlo pressoché inaudibile. Tra ‘500 e ‘600 prese quindi piede il cosiddetto “temperamento equabile”, che vuol dire “divisione della scale in intervalli uguali” e nel caso dell’ottava cromatica occidentale equivale a 12 semitoni. Tutti i rapporti intervallari di semitono, tono, terza, quarta, quinta, sesta, settima e ottava saranno assolutamente uguali in ogni registro dello strumento.

Funzionamento

È stato anche chiamato “canon pitagorico” perchè la sua invenzione fu attribuita a Pitagora, che lo utilizzò per determinare le relazioni matematiche tra i suoni musicali. Ad una tensione costante, un monocordo, è la lunghezza della corda inversamente proporzionale con l'altezza del tono prodotto. Con questo e con la scala è possibile determinare esattamente l'altezza. È anche possibile stabilire relazioni armoniche tra due toni.

monocordo di legno

Sitografia

scuole/vincenzocuoco_napoli/monocordo.txt · Ultima modifica: 2024/04/14 15:39 da francesco.grieco