Indice
SPECCHI CONVERGENTI E DIVERGENTI
STORIA DELLO STRUMENTO
Le prime fonti che riconducono a prototipi di specchi sono fatti di pietra levigata e fanno riferimento al 6000 a.C. , però specchi intesi come oggetti creati proprio per l’esigenza dell’essere umano di vedere la propria immagine, sembrano essere rinvenuti in Turchia intorno al 3.000 a.C. . Il mercato dello specchio però nasce in eggito in concomitanza con le scoperte di alcuni metalli. I pionieri degli specchi più vicini alle attuali lavorazioni furono invece i veneziani, più precisamente gli artigiani di Murano con i loro specchi creati a partire dal 1369. Nel 1500 Vincenzo Redor brevettò una tecnica che consisteva nella spianatura e lucidatura delle lastre di cristallo pregiate sulle quali venivano pressate lastre di stagno con un bagno di mercurio, realizzando così degli specchi dalla superficie perfettamente piatta che lo rendevano un oggetto ancor più di lusso.
DESCRIZIONE STRUMENTO
Questi specchi sono contenuti in un supporto in ghisa che ne permette la rotazione. Il supporto è sorretto da un'asta in acciaio posta su un treppiedi in ghisa.
Gli specchi convergenti(concavo) e divergenti(convesso) differiscono a seconda della curvatura. Nei primi, la superficie riflettente è quella interna e le caratteristiche dell’immagine fornita dipendono dalla posizione dell’oggetto rispetto allo specchio. Nei secondi, la superficie riflettente è quella esterna e l’immagine fornita è sempre virtuale, diritta e rimpicciolita.

Nelle caratteristiche di uno specchio si evidenziano:
- L’asse ottico, la linea lungo la quale si sviluppa il sistema ottico, nonché asse di simmetria dello specchio.
- Il centro di curvatura, il centro dello specchio
- Il fuoco, punto situato sull’asse ottico in cui convergono tutti i raggi riflessi paralleli all’asse ottico
- Il vertice V, il punto dello specchio che sta sull’asse ottico
FUNZIONAMENTO DELLO STRUMENTO
L'immagine riflessa da uno specchio concavo si può presentare in tre modi diversi:
- Quando l’oggetto si trova oltre il centro di curvatura “C” l’immagine riflessa risulta reale, capovolta e ridotta.

- Quando L’oggetto si trova tra il centro “C” e il fuoco “L’immagine riflessa risulta reale, capovolta, e ingrandita.

- Quando l’oggetto si trova tra il fuoco “F” e il vertice “V” l’immagine riflessa risulta virtuale, diritta e ingrandita.

Se i raggi provenienti da un punto luminoso S, dopo aver subito deviazioni, convergono in un altro punto S’ si dice che formano una immagine reale di S; se, invece, i raggi luminosi divergono, in modo però che i loro prolungamenti geometrici si incontrino tutti in un punto, si dice che questo è l’immagine virtuale di S.
Invece l’immagine riflessa da uno specchio convesso si può presentare solo in un modo, ovvero virtuale , diritta e ridotta.
Variando la distanza tra l’oggetto e il vertice variano le proporzioni dell’immagine riflessa.(più si allontana l’oggetto più l’immagine riflessa e rimpicciolita)

SITOGRAFIA
https://fisicandosite.wordpress.com/2016/01/26/specchi-e-lenti/it.gadget-info.com/difference-between-convex
https://www.cantonionline.it/storia-specchi-antichi-scoperta-tecniche-realizzazioni-egizi-veneziani/
https://www.andreaminini.org/fisica/luce/la-riflessione-su-specchi-sferici
AUTORI
Giordana Castaldo, Emanuela Galasso, Gabriele Galliano, Gaetano Sirignano.
Il contenuto di questa pagina è stato sviluppato dagli studenti e le studentesse che partecipano a LAB2GO, e viene pubblicato sotto la responsabilità delle persone (docenti, tutor) che hanno accompagnato le studentesse e gli studenti nel percorso.
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