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CORNETTO ACUSTICO

Cornetto acustico, Strumentazione presente nel laboratorio di Fisica del Liceo Cuoco-Campanella di Napoli



STORIA DELLO STRUMENTO

L'uso di trombe per le orecchie per i non udenti risale al XVII secolo. Verso la fine del XVIII secolo il loro uso stava diventando sempre più comune. Trombe acustiche coniche pieghevoli furono realizzate da produttori di apparecchi, esemplari una tantum per clienti specifici. La prima azienda a iniziare la produzione commerciale del cornetto acustico fu fondata da Frederick C. Rein a Londra nel 1800. Oltre a produrre cornetti acustici, Rein vendeva anche ventagli acustici e tubi parlanti. Questi strumenti aiutavano ad amplificare i suoni, pur rimanendo portatili. Tuttavia questi dispositivi erano generalmente voluminosi e dovevano essere supportati fisicamente dal basso. In seguito, trombe e coni da orecchio portatili più piccoli furono usati come apparecchi acustici. Rein fu incaricato di progettare una sedia acustica speciale per il re del Portogallo indisposto, Giovanni VI del Portogallo, nel 1819. Il trono fu progettato con braccioli riccamente scolpiti che sembravano bocche aperte di leoni. Questi fori fungevano da area di ricezione per l'acustica, che veniva trasmessa sul retro del trono tramite un tubo parlante e nell'orecchio del re. Alla fine del 1800, fu creato per adattarsi all'orecchio, il cornetto acustico, che era un tubo con due estremità due coni, uno più grande che catturava il suono e uno più piccolo che si adattava all'orecchio. Verso la fine del XIX secolo divennero sempre più popolari gli apparecchi acustici nascosti.

DESCRIZIONE STRUMENTO

Il cornetto acustico è un tubo conico incurvato, dotato di due imboccature di diametro differente, la più grande, è destinata a ricevere il suono, mentre l'altra si introduce nell'orecchio. I suoni penetrano nello strumento e si trasmettono per successive riflessioni lungo il tubo che si restringe. In questo modo le vibrazioni sonore, invece di disperdersi, convergono e si concentrano all'estremità in contatto con l'orecchio, amplificando il suono.

FUNZIONAMENTO DELLO STRUMENTO



La riflessione del suono è il «rimbalzare» dell'onda sonora quando incontra un ostacolo. Secondo il numero delle superfici riflettenti, della loro disposizione e della modalità di riflessione delle onde, il tipo di suono udito darà luogo a differenti esperienze d'ascolto. In questo strumento si combina la riflessione del suono con l’ambiente in cui avviene, ovvero un tubo cilindrico, in modo da aumentarne il suono. In un tubo pieno d’aria le onde sonore incidenti generate ad un estremo del tubo da una sorgente (altoparlante) interferiscono con quelle riflesse all’altro estremo dando luogo ad onde stazionarie risultanti caratterizzate da punti in cui l’aria ha un’ampiezza di oscillazione massima (ventri o antinodi) e punti in cui l’ampiezza di oscillazione è nulla (nodi). Se si studiano i modi per la variazione di pressione si osserva la nascita, all'estremità aperta della canna, di un'onda riflessa (in controfase). All'estremità della canna aperta abbiamo un nodo di pressione (il valore della pressione è vincolato ad essere uguale a quello della pressione atmosferica). Dal punto di vista della pressione l'estremo aperto si comporta come un estremo fisso e l'onda di pressione inverte, nella riflessione, la sua fase. Oltre all'onda riflessa è presente un'onda trasmessa che si irradia nell'ambiente e i cui fronti d'onda divengono ben presto sferici. La rappresentazione della pressione è importante perché è quella percepita dall’orecchio che rileva il suono come variazione di pressione rispetto a quella atmosferica.

SITOGRAFIA

AUTORI

Giordana Castaldo, Emanuela Galasso, Gabriele Galliano, Gaetano Sirignano.


Il contenuto di questa pagina è stato sviluppato dagli studenti e le studentesse che partecipano a LAB2GO, e viene pubblicato sotto la responsabilità delle persone (docenti, tutor) che hanno accompagnato le studentesse e gli studenti nel percorso.

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