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scuole:vincenzocuoco_napoli:cuoco_4b_gruppo3

LENTE CONVERGENTE E DIVERGENTE

lente convergente, Strumentazione presente nel laboratorio di Fisica del Liceo Cuoco-Campanella di Napoli


lente divergente, Strumentazione presente nel laboratorio di Fisica del Liceo Cuoco-Campanella di Napoli


STORIA STRUMENTO

L'evidenza archeologica di lenti il cui uso è riconducibile all'ottica, che cioè non siano state classificate come elementi decorativi, risale al VII secolo a.C. La lente piano convessa di Nimrud rappresenta la prima evidenza archeologica della fabbricazione di lenti. Fu scoperta a Nimrud da Austen Henry Layard nella sala del trono del palazzo di Sargon II. Il fatto che il re assiro abbia usurpato il regno a Salmanassar V nel 721 a.C. consente una datazione abbastanza precisa dell'oggetto. La lente è oggi esposta al British Museum. È in corso una disputa accademica sul suo uso: semplice lente di ingrandimento, come ritenne Layard, monocolo per la correzione della vista oppure lente di un telescopio. Nel 1983 nella grotta del Monte Ida a Creta sono state rinvenute due Lenti di ingrandimento di buona fattura ottenute tagliando in forma piano convessa cristalli di rocca. La loro buona costruzione ne consente l'uso come lenti di ingrandimento: una di esse con diametro di 8 mm ha un ingrandimento utile di 7X. La loro datazione anche se abbastanza incerta viene situata attorno al VI secolo a.C. Al Museo archeologico di Rodi è esposto un reperto proveniente da Ialiso e datato tra il VII ed il VI secolo a.C. che consiste di una serie di tre lenti realizzate in cristallo di rocca ed incastonate in cornici di bronzo dotate di una piccola protuberanza che ne consente la presa. Le lenti di diverso potere diottrico sono piano-convesse ed hanno un diametro di circa 1,5 cm. Le cornici di bronzo riportano simboli che consentono l'identificazione dell'ingrandimento della lente. Sarebbero state utilizzate per lavori di oreficeria e per l'incisione di sigilli. Le prime informazioni scritte sull'uso di lenti risalgono all'antica Grecia, grazie alla commedia Le nuvole di Aristofane (424a.C.), in cui si fa menzione della lente come strumento per concentrare i raggi solari e accendere il fuoco. Plinio il vecchio riferisce che le lenti per accendere il fuoco erano note ai tempi dell'Impero Romano e ne menziona il primo uso come strumento di correzione ottica: durante i giochi, Nerone guardava i gladiatori attraverso uno smeraldo di sezione concava, presumibilmente per correggere una miopia. Seneca descrive l'effetto ingrandente di un recipiente sferico di vetro pieno d'acqua. Il matematico arabo Alhazen, intorno all'anno 1000 scrisse il primo grande trattato di ottica, in cui descrive come nell'occhio umano il cristallino formi un'immagine sulla retina. L'utilizzo comune delle lenti non si ha comunque fino all'invenzione degli occhiali, probabilmente avvenuta in Italia intorno al 1280. Le lenti sono alla base di strumenti di misura scientifica come microscopi ottici e telescopi.

DESCRIZIONE STRUMENTO

La lente è un qualsiasi corpo trasparente limitato da due superfici curve o da una superficie piana ed una curva, in grado di modificare la traiettoria di un raggio luminoso che la attraversi. Le lenti si distinguono in convergenti, riconoscibili per una forma più spessa al centro e più sottile ai bordi, oppure divergenti, di forma più spessa ai bordi e più sottile al centro. Una lente è costituita da:

  • Un centro ottico O, punto attraverso il quale i punti passano senza cambiare direzione, ovvero senza essere deviati.
  • Asse ottico, una retta passante per il centro ottico O e perpendicolare alla lente.
  • Due Fuochi (F e F').



FUNZIONAMENTO STRUMENTO

Lente convergente

  • Un fascio di raggi luminosi che hanno origine da un fuoco F posto dinanzi alla lente, i raggi emergeranno in direzione parallela rispetto all'asse ottico.
  • Un fascio di raggi paralleli rispetto all'asse ottico, i raggi convergeranno tutti in un punto F'.
  • Un fascio di raggi incidenti diretti verso il centro della lente sottile. I raggi attraversano la lente senza essere deviati



Il diagramma dei raggi mostra che l’immagine dell’oggetto è reale, capovolta e rimpicciolita rispetto all'oggetto.

Lente divergente

  • Un fascio di raggi che convergono verso il centro ottico O, allora emergono dalla lente in direzione parallela rispetto all'asse ottico.
  • Un fascio di raggi paralleli rispetto all'asse ottico, emergeranno come raggi i cui prolungamenti convergono nel fuoco.
  • Un fascio di raggi incidenti diretti verso il centro della lente sottile. I raggi attraversano la lente senza essere deviati.



Il diagramma dei raggi indica che si forma un'immagine virtuale a sinistra della lente. In effetti, indipendentemente dalla posizione dell’oggetto, una lente divergente forma sempre un’immagine virtuale, diritta e rimpicciolita rispetto all'oggetto.

SITOGRAFIA

AUTORI

Lucrezia Catello, Lorenza Laurato, Fabio Persico, Giovanni Persico.


Il contenuto di questa pagina è stato sviluppato dagli studenti e le studentesse che partecipano a LAB2GO, e viene pubblicato sotto la responsabilità delle persone (docenti, tutor) che hanno accompagnato le studentesse e gli studenti nel percorso.

Il progetto LAB2GO non può in alcun modo garantire l'accuratezza di questi contenuti.


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