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CAMERA A NEBBIA A DIFFUSIONE8-)

Materiali necessari per la realizzazione di una camera a nebbia a diffusione

  • Una vaschetta trasparente (30cm x 20 cm x 20 cm)
  • Feltro assorbente e adesivo (dello spessore di 5 mm)
  • Fogli di plastica semirigida tipo copertina rilegature
  • Piastra metallica di colore nero e di area superiore a quella della vaschetta
  • Un contenitore di dimensioni poco più grandi della lastra metallica 
  • Ghiaccio secco
  • Alcool isopropilico
  • Lampade a led
  • Nastro biadesivo in schiuma e nastro isolante
  • Per la protezione degli operatori: guanti termici e in lattice, occhiali.

L’esperimento

Prendiamo il feltro e il foglio di plastica semirigida e li spilliamo; successivamente li posizioniamo sulla base della vaschetta e li ritagliamo in modo tale che essi entrino perfettamente nella vaschetta. Attacchiamo delle porzioni di nastro biadesivo sulla superficie del foglio di plastica, per unirlo alla vaschetta. Successivamente posizioniamo la vaschetta sulla lastra di metallo e, con una matita, andiamo a tracciare il contorno della vaschetta, dove vi applicheremo il nastro biadesivo.

Nel frattempo imbeviamo completamente il feltro di alcool isopropilico, per poi eliminare l’alcool in eccesso. In seguito posizioniamo la vaschetta sul nastro biadesivo della lastra, stando ben attenti a non creare eventuali spazi di fuoriuscita d’aria e premiamo bene sulla base superiore della vaschetta.

Nello stesso tempo, stando ben attenti a maneggiare il ghiaccio secco, lo posizioniamo nel contenitore poco più grande della lastra, fino a riempirlo. Mettiamo la lastra metallica sullo strato di ghiaccio secco e chiudiamo con il nastro isolante gli spazi dove il ghiaccio secco non è coperto dalla lastra.

L’alcool isopropilico si trova a temperatura ambiente, il ghiaccio secco a circa -78°C; in questo modo si provoca un gradiente termico che crea una zona di vapore d’alcool soprassaturo; quando una particella attraversa questa zona, essa ionizza gli atomi che diventano nuclei di condensazione per il vapore. Con la lampada a led illuminiamo l’interno della vaschetta e dopo qualche minuto osserviamo le tracce delle particelle.

INTERPRETAZIONE TRACCE

Una particella carica che attraversa la camera a nebbia si scontra con gli atomi presenti e li ionizza, questi diventano nuclei di condensazione per il vapore soprassaturo che si raccoglie in piccole gocce determinando una traccia.

Maggiore è la capacità di ionizzazione della particella, maggiore sarà la visibilità della traccia. Attraverso lo studio della traccia si può dedurre da quale tipo di particella è stata lasciata. Nella tabella sono riportate le tracce più comuni.

playground/liceosimoncelli/playground2.txt · Ultima modifica: 2020/01/22 16:16 da laura.abaldo