museiscientifici:tasso_roma:modello_di_calamite_molecolari
Indice
Modello molecolare di un magnete permanente
Scheda rielaborata dal dott. Fabio Panfili.

Domini di Weiss, immagine da https://it.wikipedia.org/wiki/Dominio_magnetico
| Numero di Inventario | 61 |
| Nome dello strumento | Modello di calamite molecolari |
Dati scientifici
| Epoca | Prima metà XX secolo |
| Costruttore | - |
| Dimensioni (in mm.) | 300 x 140 |
| Materiali | legno, lamine con aghi forse di ottone e magnetini di metallo ferromagnetico |
| Descrizione | Su una base rettangolare in legno sono posizionate due lamine, forse di ottone, che portano ognuna 8 aghi ( forse di ottone) ciascuna, su queste punte erano posizionati altrettanti magnetini a forma di parallelepipedo: Nell'esemplare della foto i magnetini sono solo 7. |
| Funzionamento | Il più semplice modello idoneo a giustificare alcune proprietà del ferromagnetismo è basato sull'ipotesi che i corpi soggetti ad essere magnetizzati siano costituiti da un insieme di piccoli magneti. Se il corpo non è magnetizzato significa che i magnetini sono orientati disordinatamente, dando luogo ad un effetto complessivo nullo; se invece esso è sottoposto ad un campo magnetico esterno, i magnetini si orientano nello stesso verso in lunghe catene il cui risultato è la magnetizzazione del corpo stesso. Per eseguire la breve dimostrazione dapprima si provoca manualmente un certo disordine nell'orientamento dei magnetini che, per attrazioni e repulsioni mutue, formano comunque dei gruppi orientati; poi si avvicina al dispositivo il polo di una lunga calamita e si nota il costituirsi di un ordine collettivo. |
| Cenni storici | Il primo ricercatore ad ipotizzare che il magnetismo, che si osserva nei magneti cosiddetti permanenti, fosse dovuto a minuscole correnti elettriche circolanti all'interno delle molecole fu A. M. Ampère nel 1820 circa. Ma il suo modello, pur se ben congegnato, incontrò molte difficoltà nello spiegare i molteplici aspetti del magnetismo. Nel 1907 P. E. Weiss sostituì questo modello con l'ipotesi, tutt'ora ritenuta valida, che dentro il materiale esistano delle zone microscopiche, dette domini di Weiss, in cui i dipoli atomici sono rigidamente paralleli ed equiversi (vedi figura sopra). Mentre in un materiale non magnetizzato questi domini sono orientati a caso, nello stesso materiale, sottoposto ad un campo magnetico esterno, si hanno sostanzialmente due effetti: a) i domini già orientati come il campo aumentano le loro dimensioni coinvolgendo quelli vicini; b) all'interno di un dominio tutti i dipoli atomici si orientano nel verso del campo esterno. Questi effetti provocano dunque la magnetizzazione del materiale. Quindi la validità didattica di questo dispositivo sperimentale resta intatta. |
| Bibliografia | L. Pearce Williams, André - Marie Ampère, Le Scienze, Marzo 1989. E. Ravagli - R. Cerruti Sola, Fisica Applicata, Vol. II, Calderini, Bologna 1983. D. Halliday - R. Resnick, Fisica 2, CEDAM, Milano 1982. M. Fazio - M. Montano, Una Fisica Nuova 2, Morano, Napoli 1984. P. Caldirola - G. Casati - F. Tealdi, Fisica 2, Ghisetti e Corvi, Milano 1987. |
| Eventuale iscrizione | - |
| Inventore | A. M. Ampère |
Dati storici
| Data di entrata | Prima metà del '900 |
| Inventario | - |
| Vecchi numeri di inventario | 424 |
| Donato - comperato - provenienza | Comperato |
Dati relativi al restauro
| Stato di conservazione | Sono stati smarriti 9 magnetini |
| Descrizione interventi effettuati | - |
| Osservazioni - Utilizzazione per la didattica | Modello utilizzato per giustificare alcune proprietà del ferromagnetismo |
Dati relativi alla conservazione
| Armadio | P |
| Ripiano | 3 |
| Scheda tecnica del produttore | No |
| Collocazione | Aula Valerio Mengarini |
Sitografia
| Link | Descrizione |
|---|---|
| https://www.istitutomontani.edu.it/museovirtuale/modello_molecolare149/ | Descrizione, funzionamento e cenni storici |
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