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museiscientifici:tasso_roma:elettroscopio_a_foglie_di_alluminio

Elettroscopio a foglie di alluminio

Scheda rielaborata dal dott. Fabio Panfili.

elettroscopio
bacchetta di vetro

Numero di Inventario 87
Nome dello strumento Elettroscopio a foglie di alluminio

Dati scientifici

Epoca inizi del 1900
Costruttore -
Dimensioni (in mm.) altezza: 290; larghezza: 120
Materiali Vetro, alluminio, ottone, forse rame ed ebanite.
Descrizione Un'ampolla di vetro, con la sua base di vetro, reca in alto un cilindro in ottone che porta un cilindro forse di ebanite e un'astina forse di rame che termina con una sferetta. L'astina prosegue all'interno dell'ampolla verso il basso e, circa al centro dell'ampolla, vi sono fissate due foglioline di alluminio. Sul fondo si scorge la presenza di sali contro l'umidità.
Funzionamento I primi elettroscopi risalgono al ’700. Il più semplice dei quali, costruito da John Canton nel 1753, consisteva di due palline di sambuco sospesa ognuna ad un filo. Il loro funzionamento si basa sulla sovrapposizione di due effetti sulle foglioline leggerissime di metallo, sospese ad un’asticella conduttrice collegata all’elettrodo esterno. La forza di gravità tende a mantenere le foglioline in posizione verticale, ma quando esse si caricano dello stesso segno, la forza elettrica repulsiva tende ad allontanarle. Le foglioline dunque assumono una nuova posizione di equilibrio, formando un angolo che indica in modo non lineare la quantità di cariche presente su di esse. Alcuni affermano che fu A. Volta il primo ad usare foglioline d’oro, ma è certo che fu A. Bennet nel 1786. Secondo G. Gamow e altri, F. Haukesbee inventò l’elettroscopio nel 1705. L’oro si può ridurre a striscioline quasi trasparenti, ma l’alluminio ha un peso specifico molto minore. L'ampolla di vetro serve per proteggere le foglioline e la presenza di sali dovrebbe mantenere l’interno privo di umidità. L’elettrodo esterno è costituito da una sferetta di metallo. L’elettroscopio segnala la presenza di cariche, sia quando viene caricato per contatto e in questo caso si scarica lentamente, sia quando è soggetto a induzione elettrostatica e allora l’indicazione dipende dalla vicinanza dell’oggetto carico. Esso ha una piccola capacità e, quando sulle foglioline è presente un eccesso di cariche, fornisce un’indicazione del potenziale raggiunto. L’elettroscopio è affidabile in un ambiente secco; una eccessiva umidità lo scarica rapidamente o ne impedisce la carica. Esso è sensibile pure alla geometria e alla natura dei corpi circostanti e, anche se fornisce indicazioni qualitative, queste devono essere interpretate correttamente. Un suo impiego nella didattica è il riconoscimento del tipo di carica. Si strofina una bacchetta di plexiglas con un panno di lana asciutto, ottenendo una carica positiva, con questa si tocca poi l’elettrodo dell’elettroscopio e si osserva il divergere delle foglioline. Se si accosta ora una bacchetta carica dello stesso segno, le foglioline divergeranno ancor di più; mentre se si avvicina un’altra bacchetta carica di segno opposto le foglioline dapprima si avvicineranno per poi divergere di nuovo. Il diverso comportamento indica che la carica è di segno uguale o di segno opposto a quella dello strumento. Durante le operazioni può accadere che scocchi una piccola scintilla tra la bacchetta e l’elettrodo, falsando la prova. Altri impieghi comuni sono: la dimostrazione dell’induzione elettrostatica con due elettroscopi e un conduttore; l’illustrazione degli effetti della gabbia o del pozzo di Faraday-Beccaria; l’indicazione dei potenziali nel condensatore di Epino; ecc..
Eventuale iscrizione -
Inventore A. Bennet nel 1786

Dati storici

Data di entrata Prima metà XX sec.
Inventario -
Vecchi numeri di inventario -
Donato - comperato - provenienza Acquistato

Dati relativi al restauro

Stato di conservazione Buono
Descrizione interventi effettuati -
Osservazioni - Utilizzazione per la didattica E' descritta per sommi capi nel Funzionamento.

Dati relativi alla conservazione

Armadio P
Ripiano 2
Scheda tecnica del produttore No
Collocazione Aula Valerio Mengarini

Sitografia

museiscientifici/tasso_roma/elettroscopio_a_foglie_di_alluminio.txt · Ultima modifica: da fabio.panfili