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museiscientifici:tasso_roma:elettrometro

Elettrometro di Braun

Scheda rielaborata dal dott. Fabio Panfili.

Elettrometro

Numero di Inventario 1
Nome dello strumento Elettrometro

Dati scientifici

Epoca XX secolo
Costruttore -
Dimensioni (in mm.) 300 x 150
Materiali Legno, vetro, metallo e ottone
Descrizione L'elettrometro assoluto di Braun è uno strumento molto sensibile. L'elettrometro è sostenuto da una elegante colonna di ottone che poggia su una base di legno. Sulla base si trova una vite per regolarne la posizione orizzontale. Il cilindro di ottone che contiene l'equipaggio mobile è chiuso da due finestre circolari di vetro, per l'osservazione e per evitare l'influenza delle correnti d'aria. Sulla sommità vi è un pomello di ottone ben isolato con un tappo di materiale opportuno e collegato al meccanismo di misura. Questo consiste in un sottile e leggero ago (forse di alluminio, così pare dalla foto) ben bilanciato che puo ruotare intorno ad un perno centrale orizzontale, posizionato quasi nel suo baricentro nella parte orizzontale mediana del dispositivo, in modo tale che, in posizione di riposo, rimane verticale e affiancato nella metà superiore alla lamina verticale e nella metà inferiore all'altra lamina. In basso, all'interno del contenitore, vi è la scala a forma di arco di cerchio, ma nella foto non si vedono le tipiche divisioni.
Funzionamento L'elettrometro indica: o la carica prelevata per contatto dall'oggetto in esame, o la presenza di oggetti carichi nelle vicinanze per induzione elettrostatica. Inoltre, se opportunamente tarato, può misurare una differenza di potenziale elevata. Per misurare la differenza di potenziale tra due punti si collega un punto con il disco e l'altro con la scatola-contenitore. Quando l'elettrometro viene caricato, ad esempio ponendo una bacchetta carica a contatto con l'elettrodo in alto, l'ago assume una posizione di equilibrio dovuta agli effetti della forza di repulsione elettrostatica fra l'ago e le due astine e della componente non bilanciata del suo peso. Si ha dunque l'equilibrio fra i loro momenti. L'angolo che forma l'ago con le astine dipende in modo non lineare dal numero di cariche presenti sull’ago e sulle astine fisse. L’elettrometro ha una piccola capacità e, quando assume cariche in eccesso, indica, entro una certa approssimazione, la differenza di potenziale elettrostatico raggiunta dall’elettrodo rispetto alla carcassa. La piccola variazione della sua geometria non ne cambia apprezzabilmente la capacità, piuttosto vi sono altri fattori che lo rendono poco affidabile nella misura. L’esperienza infatti mostra che il funzionamento degli elettrometri è molto capriccioso per farne uno strumento di misura vero e proprio: risultano critiche sia l’umidità dell’aria (che se eccessiva lo scarica rapidamente), sia la geometria e la natura degli oggetti vicini. La carcassa di metallo fa da schermo ma non è sufficiente ad evitare queste influenze. Una taratura delicata può rendere la misura quantitativa, ma, ad esempio, una mano che si avvicina può mutare la divergenza dell’ago. L'uso didattico prevalente di tale strumento, oltre a rilevare la presenza di cariche, è il riconoscimento del loro segno, inoltre serve per mostrare l'induzione elettrostatica, il funzionamento della gabbia o del pozzo di Beccaria-Faraday, e negli esperimenti col condensatore di Epino, con le Bottiglie di Leyda, con l'elettroforo di Volta, ecc. ..
Inventore Ferdinand Braun (1850-1918) verso il 1887 e poi descritto in un articolo specifico nel 1891.

Dati storici

Data di entrata Inizio XX secolo
Vecchi numeri di inventario 162, 362, 470
Provenienza Acquistato

Dati relativi al restauro

Stato di conservazione Inservibile: vetro rovinato e lamina staccata
Osservazioni - Utilizzazione per la didattica Il suo uso è accennato alla voce: Funzionamento

Dati relativi alla conservazione

Armadio O
Ripiano 1
Scheda tecnica del produttore No
Collocazione Aula Valerio Mengarini

Sitografia

museiscientifici/tasso_roma/elettrometro.txt · Ultima modifica: da fabio.panfili