museiscientifici:tasso_roma:bottiglia_di_leyda
Indice
Bottiglia di Leida scomponibile
Scheda rielaborata dal dott. Fabio Panfili.
| Numero di Inventario | 68 |
| Nome dello strumento | Bottiglia di Leida |
Dati scientifici
| Epoca | Inizio del Novecento |
| Costruttore | - |
| Dimensioni (in mm.) | diametro:90 mm altezza:220 mm |
| Materiali (legno, metallo, vetro, plastica, gomma, ecc.) | ottone, vetro, bicchieri di un metallo non identificabile dalla foto |
| Descrizione | L'esemplare qui descritto è una bottiglia di Leida ad armature mobili, serve cioè a dimostrare che le cariche elettriche non si accumulano solo sulle armature, ma anche e soprattutto sulle facce del vetro. L'armatura esterna è costituita da un bicchiere cavo di metallo in cui si inserisce il bicchiere di vetro, che è più alto. All'interno del bicchiere si trova un altro cilindro cavo di metallo (l'armatura interna), su cui si innesta un'asta verticale che termina con una sferetta. Vedi la terza figura. |
| Funzionamento | Nella didattica la bottiglia scomponibile è utile per mostrare che il dielettrico ha memoria del campo elettrico generato durante la carica. Il condensatore viene caricato con una macchina elettrostatica, poi viene smontato e le armature vengono scaricate; una volta ricomposto con le dovute precauzioni, si può notare che esiste una carica residua da attribuire alla polarizzazione del dielettrico. Ciò si può fare con un arco scaricatore di cui un estremo viene messo a contatto con l'armatura esterna e l'altro viene avvicinato lentamente all'elettrodo di quella interna. Una variante dell'esperimento consiste nel separare in sequenza le due armature con una pinza isolante e depositarle a distanza su superfici isolanti. Si può osservare che esse sono cariche di segno opposto usando un elettroscopio già carico, ad esempio, positivamente (riconoscimento di carica). Ma la loro carica è piccola in quanto si potrebbero toccare senza pericolo. Ed infine rimontare la bottiglia e osservare, con l'arco scaricatore, che scocca una scintilla quasi come quella ottenuta senza smontare la bottiglia. Ciò mostra di nuovo che le cariche risiedono prevalentemente sulle superfici dell’isolante polarizzato. Si ricorda che una bottiglia di Leida ha una capacità di pochi nF, ma è adatta per alte tensioni. |
| Bibliografia | - |
| Eventuale iscrizione | - |
| Inventore | - |
Dati storici
| Data di entrata | - |
| Inventario | 73 |
| Vecchi numeri di inventario | - |
| Donato - comperato - provenienza | - |
Dati relativi al restauro
| Stato di conservazione | buono |
| Descrizione interventi effettuati | - |
| Nome restauratore | - |
| Osservazioni - Utilizzazione per la didattica | Utilizzata per caricare dei conduttori |
Dati relativi alla conservazione
| Armadio | P |
| Ripiano | 2 |
| Scheda tecnica del produttore | No |
| Collocazione | Aula Valerio Mengarini |
Sitografia
| Link | Descrizione |
|---|---|
| https://www.fstfirenze.it/bottiglia-di-leida-scomponibile/ | Bottiglia di Leida scomponibile |
| https://liceocuneo.it/lsf/elettromagnetismo/bottiglie-di-leida/ | Bottiglie di Leida |
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