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Bottiglia di Leida

Scheda rielaborata dal dott. Fabio Panfili.

Bottiglia di Leida, immagine da Lab2go
Alcune bottiglie di Leida, immagine da A Catalogue of Physical Instruments, catalogue 17, L. E. Knott Apparatus Company Boston 1912.
Carica, immagine da: Elementary Treatise on Physics Experimental and Applied transalted from Ganot's Éléments De Physique by E. Atkinsons, W. Wood & Co. New York 1910.
Scarica, immagine da: G. Veroi, Elementi di elettrotecnica, vol. I, U.T.E., Torino 1905

Bottiglia di Leida

Numero di Inventario 69
Nome dello strumento Bottiglia di Leida

Dati scientifici

Epoca prima metà del 1900
Costruttore -
Dimensioni (in mm.) altezza: 370; larghezza: 150
Materiali (legno, metallo, vetro, plastica, gomma, ecc.) vetro, foglio di stagnola, legno, metallo.
Descrizione Un cilindro di vetro rivestito di stagnola esternamente e internamente; la parte superiore è rivestita di ceralacca per isolare il reoforo poiché la parte interna è collegata con un'asta metallica che fuoriesce dal cilindro e termina con una piccola sfera.
Funzionamento Per caricare la bottiglia di Leida, dopo aver collegato il foglio esterno a terra, si può mettere in contatto per breve tempo l'elettrodo superiore con un polo di una macchina elettrostatica. La bottiglia infatti è adatta pe alte tensioni, ma ha una capacità di pochi nF. Spesso la carica avviene mentre si avvicina l'elettrodo al polo della machcina poiché scocca una scintilla, come si vede in un'antica figura. Per scaricare la bottiglia è bene usare un arco scaricatore come si vede in una figura. Dispositivi come questo attualmente vengono chiamati condensatori per la loro “capacità” di accumulare le cariche elettriche.Le bottiglie di Leyda fanno bella mostra di sé nelle macchine elettrostatiche del tipo Wimshurst, molto usate ancora oggi nei laboratori scolastici. Sono inoltre parti essenziali nelle Bottiglie Sintoniche di Lodge e nell’Elettrometro di Lane. Si possono ottenere batterie di bottiglie mettendole in parallelo tra loro per aumentarne al capacità. Se invece si collegano in serie, la loro capacità è minore, ma possono sopportare tensioni molto più elevate. Nella didattica è utile la bottiglia scomponibile, per mostrare che il dielettrico ha memoria del campo elettrico: il condensatore viene caricato, poi viene smontato e le armature vengono scaricate; una volta ricomposto, si può notare che esiste una carica residua da attribuire alla polarizzazione del dielettrico. Inoltre far conoscere la storia di questo primo condensatore serve per introdurre sia il concetto di potenziale sia quello di capacità.
Cenni storici L’invenzione della bottiglia di Leida risale al 1746 ed è attribuita a Pieter van Musschenbroek (1692-1761), professore a Leyda. Secondo L. Fregonese, Andreas Cunaeus (1712-1788), un avvocato di Leyda, scoprì per primo gli effetti della bottiglia elettrica; questi poi ripeté l’esperimento con Musschenbroek che lo rese pubblico. Secondo R. Pitoni “Probabilmente il canonico von Kleist … dopo aver elettrizzato dell’acqua col mezzo di un lungo chiodo di ferro, che traversava il collo della bottiglia tenuta in mano, fece per levare il chiodo coll’altra mano e ricevé una forte scossa”. Di seguito Pitoni afferma che Cunaeus volle ripetere l’esperienza. Anche F. Cajori attribuisce la scoperta a E. G. von Kleist avvenuta nel 1745 a Camin in Pomerania; mentre di Musschenbroek dice che fece la stessa scoperta nel 1746 e che Cuneaus, “uno dè’ suoi amici” partecipava ad un esperimento. B. Dessau attribuisce l’invenzione a Cunaeus e Kleist nel 1745. Ma erano in molti in quell’epoca a tentare di imbottigliare letteralmente l’elettricità, convinti che questa fosse un fluido o quanto meno un insieme di granuli da poter rinchiudere e conservare. La bottiglia di vetro era dapprima piena d’acqua, con un filo conduttore verso l’esterno. Pochi anni dopo l’acqua fu sostituita da due sottili fogli metallici che rivestivano uno l’interno e l’altro l’esterno della bottiglia. Il foglio all'interno comunica con l'esterno con un reoforo che termina con un elettrodo.
Bibliografia AA.VV., PPC Progetto fisica, Zanichelli, Bologna 1986. L. Fregonese, Volta, teorie ed esperimenti di un filosofo naturale, Le Scienze n°11, Milano 1999. R. Pitoni, Storia della fisica, STEN, Torino 1913. F. Cajori, Storia della fisica elementare, Zanichelli, Bologna 1908. B. Dessau, Manuale di Fisica, vol. III, S.E.L., Milano 1935. G. Veroi, Elementi di elettrotecnica, vol. I, U.T.E., Torino 1905. In internet vi sono numerosissimi siti sulle Bottiglie di Leida.
Eventuale iscrizione -
Inventore a cui è attribuita Pieter Van Musschenberoek

Dati storici

Data di entrata 1920 circa
Inventario 117
Vecchi numeri di inventario -
Donato - comperato - provenienza comperato

Dati relativi al restauro

Stato di conservazione buono
Descrizione interventi effettuati -
Nome restauratore -
Osservazioni - Utilizzazione per la didattica Utilizzata per caricare dei conduttori

Dati relativi alla conservazione

Armadio P
Ripiano 2
Scheda tecnica del produttore No
Collocazione Aula Valerio Mengarini

Sitografia

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