museiscientifici:piloalbertelli_roma:macchina_elettrostatica_di_ramsden
Indice
Macchina elettrostatica di Ramsden
Scheda rielaborata dal dott Fabio Panfili.

Macchina di Ramsden, figura da https://www.um.es/muvhe/cientifico-naturales/maquina-electrica-de-ramsden-10062/
Macchina elettrostatica di Ramsden
| Numero di Inventario | - |
| Nome dello strumento | Macchina di Ramsden |
Dati scientifici
| Epoca | 24/02/1905. |
| Costruttore | - |
| Dimensioni (in mm.) | Base di legno: 1020 mm x 645 mm; altezza: 600 mm; diametro del disco di vetro: 650 mm; suo spessore 4 mm. |
| Materiali (legno, metallo, vetro, plastica, gomma, ecc.) | Legno, vetro, cuoio, ottone |
| Descrizione e funzionamento | La macchina di Ramsden presenta un disco di vetro che viene fatto ruotare con una manovella. Durante la rotazione, il vetro viene strofinato da due paia di cuscinetti di feltro, posti ognuno tra due parallelepipedi di legno, posizionati diametralmente e verticalmente opposti rispetto al disco e collegati tra loro e a terra mediante una catenella metallica. I parallelepipedi a loro volta fanno parte di una elegante struttura di legno che porta sia il disco sia la manovella. Quando il disco ruota, il vetro si elettrizza positivamente mentre i cuscinetti si caricano negativamente. Poiché i cuscinetti sono in contatto con la terra, le cariche negative si disperdono a terra. Per induzione sulle punte dei due pettini di forma ad U (anch'essi posti diametralmente e orizzontalmente opposti rispetto al disco) si accumulano cariche elettriche negative e nelle parti più lontane (i due tubi di ottone) cariche elettriche positive. Per il potere dispersivo delle punte l’elettricità negativa presente sui pettini neutralizza quella positiva presente sul disco dopo il passaggio vicino ai pettini. Il vetro, ora neutro dopo il passaggio tra le punte, è idoneo ad essere di nuovo caricato dopo un quarto di giro, quando passa sui cuscinetti. Sui pettini restano soltanto cariche elettriche positive che vengono raccolte dai due grossi tubi di ottone orizzontali, i quali, nel loro insieme, costituiscono il collettore della macchina e fungono da condensatori di piccolissima capacità. I tubi sono sorretti da quattro colonne di materiale isolante e sono uniti all'altro estremo da una struttura sempre di ottone che serve alla scarica elettrica. Infatti se si avvicina alla loro estremità un conduttore, scocca una scintilla dovuta all'alto potenziale elettrico raggiunto. |
| Un ringraziamento | Si ringrazia il sig. Vincenzo Panetta per la collaborazione. |
| Bibliografia | - |
| Eventuale iscrizione | - |
| Inventore | Jesse Ramsden (1735-1800) intorno al 1770 |
Dati storici
| Data di entrata | 24/02/1905 |
| Inventario | - |
| Vecchi numeri di inventario | - |
| Donato - comperato - provenienza | - |
Dati relativi al restauro
| Stato di conservazione | Si carica pochissimo, deteriorata. |
| Descrizione interventi effettuati | Il restauro, avvenuto nel febbraio 2019, è stato di natura conservativa: erano urgenti trattamenti di bonifica delle parti in legno, con pulizia e nutrimento, e la rimozione degli ossidi e dello sporco dell’intera struttura in ottone. Inoltre era necessario riconsolidare il mastice di tenuta delle colonnette in vetro isolante, per migliorare la stabilità dello strumento. Anche i cuscinetti sono stati smontati e ripuliti. È mancante la catenella conduttrice per il collegamento elettrico al pavimento. |
| Nome restauratore | - |
| Osservazioni - Utilizzazione per la didattica | - |
Dati relativi alla conservazione
| Armadio | fuori armadi: fra A2 e A3 |
| Ripiano | - |
| Scheda tecnica del produttore | No |
| Collocazione | - |
Sitografia
| Link | Descrizione |
|---|
museiscientifici/piloalbertelli_roma/macchina_elettrostatica_di_ramsden.txt · Ultima modifica: da 127.0.0.1







