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museiscientifici:giuliocesare_roma:apparecchio_per_le_correnti_indotte

Apparecchio per le correnti indotte

Apparecchio per le correnti indotte, Immagine di Lab2Go

Doppia bobina per l'induzione

Numero di Inventario -
Nome dello strumento Apparecchio per le correnti indotte

Dati scientifici

Epoca 1855
Costruttore Officine Galileo N° 180428
Dimensioni (in mm.) Base 100, superiore 65/rocchetto 52/ altezza 260
Materiali (legno, metallo, vetro, plastica, gomma, ecc.) metallo, vetro, legno,
Descrizione L'Apparecchio per le correnti indotte è formato da due rocchetti e un nucleo ferromagnetico. Il rocchetto esterno è fatto di numerose spire di filo sottile di rame, avvolte su legno, che fanno capo a due morsetti. Esso funge da secondario (protetto esternamente da un foglio di celluloide). Il rocchetto, che si può inserire all'interno del precedente, ha poche spire di filo di rame di sezione maggiore collegate a due morsetti. Esso è il primario. In questo può essere introdotto un nucleo cilindrico ferromagnetico (anticamente si usava ferro dolce).
Funzionamento Il primario, alimentato da una pila (anticamente si usava la pila Grenet), viene estratto rapidamente dal secondario. In questo, collegato ad un galvanometro, si genera una corrente indotta segnalata dalla deviazione dell`ago. Il verso della corrente indotta si inverte se il primario viene inserito, sempre rapidamente, e l'ago del galvanometro si muove in senso opposto. Si ottiene un risultato simile, ma di maggiore intensità, con il cilindro ferromagnetico presente nel primario. Inoltre si ha corrente indotta nel secondario anche estraendo o inserendo il cilindro feromagnetico nel primario. L`effetto ottenuto dipende in ogni caso dalla rapidità del movimento. Volendo si può sostituire il primario con un magnete cilindrico: se il magnete viene mosso in qualunque modo, purché abbastanza rapidamente, si ottiene corrente indotta nel secondario. Si ha corrente indotta nel secondario anche interrompendo la corrente nel primario, ma in questo caso l`inerzia del galvanometro non sempre permette di osservare l`effetto della variazione di corrente. Oggi con un oscilloscopio la cosa è più facile da fare. Quanto si è detto fu descritto minuziosamente da M. Faraday nel 1831 mentre faceva questi esperimenti. L`apparecchio si può usare anche come trasformatore, alimentando opportunamente uno dei due rocchetti in corrente alternata e misurando gli effetti sull`altro. In questo caso si abbia l`accortezza che la bobina piccola sia inserita nella più grande e che la tensione di alimentazione sia tale da evitare correnti nocive all'apparecchio, e si osservi che ciascuna bobina può divenire o primario o secondario a piacere.
Bibliografia -
Eventuale iscrizione -
Inventore Michael Faraday

Dati storici

Data di entrata -
Inventario -
Vecchi numeri di inventario 193,197,4582
Donato - comperato - provenienza -

Dati relativi al restauro

Stato di conservazione Buono
Descrizione interventi effettuati -
Nome restauratore -
Osservazioni - Utilizzazione per la didattica -

Dati relativi alla conservazione

Armadio 6
Ripiano B
Scheda tecnica del produttore No
Collocazione Corridoio del primo piano del Liceo Classico Giulio Cesare

Sitografia

Link Descrizione
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museiscientifici/giuliocesare_roma/apparecchio_per_le_correnti_indotte.txt · Ultima modifica: 2024/05/30 00:12 da fabio.panfili