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LAB2GO Scienza

Disco di Newton

Descrizione

Il disco di Newton è un disco composto da sette settori colorati secondo i colori dell’arcobaleno e prende il nome dal suo inventore: Isaac Newton. Facendolo ruotare, il disco mescola la luce riflessa dai colori diversi, riflettendo una luce biancastra. Si ottiene dunque l’illusione che i colori tendano ad uniformarsi e a diventare bianchi.

Questo è uno degli esperimenti tramite i quali Newton riuscì a spiegare che la luce apparentemente bianca sia in realtà la combinazione dei sette colori dell’arcobaleno.

Quando si fissa una sorgente luminosa, l’immagine impressa sulla retina (parte sensibile alla luce dell’occhio) vi permane per un po’ di tempo anche dopo che si è distolto lo sguardo dalla sorgente. Il fenomeno è detto persistenza dell’immagine retinica. Nel caso del disco ogni colore impressiona la retina e lo stimolo permane anche dopo che il colore che l’ha prodotto è stato sostituito da un altro colore. Il risultato è la fusione di tutti i colori del disco a livello della retina. Il cervello interpreta le informazioni ricevute come quelle prodotte dal “colore” somma di tutti quelli che formano la luce del sole e perciò il disco appare bianco, anche se ovviamente non lo è. Il cinema (ma non solo) sfrutta il fenomeno della persistenza dell’immagine retinica, infatti, a tale proprietà è dovuta l’apparente continuità delle immagini.

Cenni Storici

Il disco deve il suo nome al suo inventore, Isaac Newton (1642-1727), che nel 1666 attuò degli esperimenti sulla scomposizione e ricombinazione della luce solare.

Esperienze possibili Descrizione
Ricombinazione della luce visibile Esperimento di Newton


fisica/strumenti/disco_di_newton.txt · Ultima modifica: 2019/09/23 14:30 (modifica esterna)