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fisica:strumenti:apparecchio_oersted

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Linea 7: Linea 7:
  
 //**Descrizione**// //**Descrizione**//
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 Su di una base di legno è fissato un telaio d’ottone facente capo a due serrafili. Nella parte centrale del telaio vi sono due aghi atti a sostenere un magnete rettilineo che può essere posto sopra al conduttore oppure sotto di questo. Si dispone l’apparecchio nel piano magnetico terrestre in modo che il magnete sia parallelo al conduttore. Facendo circolare corrente si nota che il  magnete tende a disporsi perpendicolarmente al conduttore in modo che il polo sud del magnete si trovi alla sinistra della corrente. Spostando l’ago dalla posizione superiore a quell’inferiore si ottiene la deviazione in senso opposto. Anche invertendo il verso della corrente si ottiene il  medesimo risultato.  Su di una base di legno è fissato un telaio d’ottone facente capo a due serrafili. Nella parte centrale del telaio vi sono due aghi atti a sostenere un magnete rettilineo che può essere posto sopra al conduttore oppure sotto di questo. Si dispone l’apparecchio nel piano magnetico terrestre in modo che il magnete sia parallelo al conduttore. Facendo circolare corrente si nota che il  magnete tende a disporsi perpendicolarmente al conduttore in modo che il polo sud del magnete si trovi alla sinistra della corrente. Spostando l’ago dalla posizione superiore a quell’inferiore si ottiene la deviazione in senso opposto. Anche invertendo il verso della corrente si ottiene il  medesimo risultato. 
Linea 18: Linea 16:
 L'esperimento di Ørsted (o Oersted, a seconda della traslitterazione), dal nome del fisico che lo condusse nel 1820, Hans Christian Ørsted, fu cronologicamente il primo esperimento a dimostrare una correlazione tra la corrente elettrica e il campo magnetico. In realtà un'identica esperienza fu compiuta già nel 1802 da Gian Domenico Romagnosi[senza fonte], ma venne ignorata dalla comunità scientifica internazionale. Lo stesso Ørsted scriveva in una pubblicazione dell'Enciclopedìa di Edimburgo nel 1830, che "... la conoscenza del lavoro di Romagnosi avrebbe anticipato la scoperta dell'elettromagnetismo di diciotto anni..." L'esperimento di Ørsted (o Oersted, a seconda della traslitterazione), dal nome del fisico che lo condusse nel 1820, Hans Christian Ørsted, fu cronologicamente il primo esperimento a dimostrare una correlazione tra la corrente elettrica e il campo magnetico. In realtà un'identica esperienza fu compiuta già nel 1802 da Gian Domenico Romagnosi[senza fonte], ma venne ignorata dalla comunità scientifica internazionale. Lo stesso Ørsted scriveva in una pubblicazione dell'Enciclopedìa di Edimburgo nel 1830, che "... la conoscenza del lavoro di Romagnosi avrebbe anticipato la scoperta dell'elettromagnetismo di diciotto anni..."
  
-Mentre preparava il materiale per una lezione, Ørsted scoprì qualcosa che lo sorprese molto: egli avvicinò una bussola magnetica ad un filo elettrico in cui scorreva corrente l'ago magnetico della bussola si mosse improvvisamente. Ørsted fu così sorpreso che ripeté l'esperimento. Egli realizzò un circuito con il filo conduttore in direzione nord-sud fissata dai poli geografici. Al di sotto del filo, mise l'ago magnetico che si indirizzò spontaneamente lungo la stessa direzione del filo. Chiuse il circuito e notò che appena la corrente passava per il conduttore, l'ago magnetico deviava la propria direzione e se la corrente fornita era di alta intensità, la direzione diventava perpendicolare a quella del filo. Ne concluse che un conduttore percorso da cariche elettriche in movimento genera nello spazio circostante un campo magnetico e se la corrente è abbastanza intensa, l'ago punta in direzione perpendicolare alla direzione del filo.+Mentre preparava il materiale per una lezione, Ørsted scoprì che avvicinando una bussola magnetica ad un filo elettrico in cui scorreva correntel'ago magnetico della bussola si muoveva improvvisamente. Ørsted fu così sorpreso che ripeté l'esperimento. Egli realizzò un circuito con il filo conduttore in direzione nord-sud fissata dai poli geografici. Al di sotto del filo, mise l'ago magnetico che si indirizzò spontaneamente lungo la stessa direzione del filo. Chiuse il circuito e notò che appena la corrente passava per il conduttore, l'ago magnetico deviava la propria direzione e se la corrente fornita era di alta intensità, la direzione diventava perpendicolare a quella del filo. Ne concluse che un conduttore percorso da cariche elettriche in movimento genera nello spazio circostante un campo magnetico e se la corrente è abbastanza intensa, l'ago punta in direzione perpendicolare alla direzione del filo.
  
 Era noto fino ad allora che un magnete faceva spostare l'ago di una bussola posto nelle vicinanze. Le interazioni note in fisica erano tra un insieme di masse, o un insieme di cariche o di magneti, mentre non erano state scoperte ancora interazioni massa-carica, massa-magnete ovvero carica-magnete. Era noto fino ad allora che un magnete faceva spostare l'ago di una bussola posto nelle vicinanze. Le interazioni note in fisica erano tra un insieme di masse, o un insieme di cariche o di magneti, mentre non erano state scoperte ancora interazioni massa-carica, massa-magnete ovvero carica-magnete.
fisica/strumenti/apparecchio_oersted.txt · Ultima modifica: 2020/11/27 17:38 da federica.troni