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biologia:strumenti:microscopio_ottico

LAB2GO Scienza

Microscopio ottico

Descrizione Il microscopio ottico è uno strumento costituito da un supporto principale detto stativo a cui sono collegati la sorgente luminosa, i sistemi di lenti ed altre piccole parti meccaniche:

1. Sorgente luminosa: è una lampadina che emette luce visibile e che può essere accesa attraverso un semplice Interruttore

2. Tre sistemi di lenti, di cui solo i primi due servono per ingrandire l’oggetto da osservare:

Oculari: sono le lenti rivolte verso gli occhi e attraverso le quali si effettua l’osservazione. Solitamente garantiscono un ingrandimento di 10 volte (10X). In alcuni casi può essere presente un solo oculare

Obiettivi: sono le lenti rivolte verso il preparato da osservare. Gli obiettivi hanno lunghezze diverse che corrispondono ad ingrandimenti diversi (4x, 10x,20x,40x e 100x) e sono montati su una ghiera girevole chiamata revolver.

Condensatore: questa lente serve per convogliare la luce della sorgente luminosa verso il preparato. La posizione di questa lente rispetto al piano su cui è localizzato il campione può essere variata utilizzando una apposita Vite di regolazione altezza condensatore

3. Poi ci sono altre parti meccaniche:

Tavolo porta preparato: è il piano su cui viene posto il vetrino col campione da osservare.

Questo è collegato a viti per traslare il tavolino, che permettono la traslazione del campione verticalmente e orizzontalmente lungo gli assi XY, rispetto agli obiettivi.

Diaframma ad iride: questo componente, presente sulla lente del condensatore, ha una apertura regolata da una piccola leva che permette di regolare il contrasto e la quantita' e può essere utile nelle osservazioni di preparati non colorati.

Vite macrometrica: posta lateralmente permette di fare spostamenti sensibili del tavolino porta preparati, avvicinandolo o allontanandolo dall’obiettivo, ossia permette una regolazione grossolana della messa a fuoco.

Vite micrometrica: posta coassialmente alla vite macrometrica permette una fine regolazione della messa a fuoco, e dunque variazioni più precise e di entità minore della la distanza tra tavolo porta preparato e obiettivo. Questa è l’unica manopola che è necessario regolare per mettere a fuoco il preparato, quando si passa da un obiettivo all’altro (tutti gli obiettivi sono costruiti in modo da mettere a fuoco il preparato, usando la stessa distanza di lavoro, cioè quella tra il vetrino e l’obiettivo, e sono detti PARFOCALI). 

L’ingrandimento complessivo dell’oggetto osservato al microscopio ottico è dunque il risultato dell’ingrandimento dovuto alle lenti degli oculari (10X) e di quello delle lenti degli obiettivi (da 4X a 100X). Questo significa che possiamo ingrandire gli oggetti da un minimo di 40 ad un massimo di 1000 volte. Il potere di risoluzione del microscopio ottico (d), ossia la distanza minima a cui due oggetti sono distinguibili come tali, equivale a 0.2 µm e può essere ricavato dalla formula

In questa formula il numeratore λ (lambda) è la lunghezza d'onda della luce incidente, e il denominatore esprime l’apertura numerica dell’obiettivo, dipendente da n = indice di rifrazione del mezzo interposto tra obiettivo e vetrino, ed α (alfa) = angolo di apertura della lente.

Esperienze

Esperienza Dettagli
Osservazioni cellule a fresco Osmosi
Mucosa Boccale
Osservazione acqua stagnante
Batteri dello yogurt
Lievito

Sitografia

biologia/strumenti/microscopio_ottico.txt · Ultima modifica: 2019/09/23 14:30 (modifica esterna)