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biologia:esperienze:sistema_fiorale

LAB2GO Scienza

Sistema fiorale

Descrizione

Il fiore e' l'organo riproduttivo delle Angiosperme (piante a fiore). Gli elementi principali di un fiore, osservato dall'esterno verso l'interno sono: sepali, petali (organi sterili), stami e carpelli (organi riproduttivi). L'insieme dei sepali forma il calice, una struttura con funzione protettiva soprattutto durante le prime fasi di sviluppo del fiore, mentre i petali compongono la corolla, che con i loro colori svolgono una funzione “vessillare” ovvero di attrazione degli impollinatori. L'insieme dei sepali e dei petali è detto perianzio. Gli stami formano l'androceo, ovvero l'insieme degli organi riproduttivi maschili. Ogni stame è composto da un filamento che porta all'estremità un'antera contenente il polline (nel quale si sviluppano i gameti maschili). I carpelli formano il gineceo, l'insieme degli organi riproduttivi femminili. I carpelli possono essere fusi a formare un pistillo ma in generale ogni carpello (fuso o singolo) presenta alla base un ovario (sito di sviluppo dell'ovulo) connesso a uno stilo che termina con lo stigma. Questa è la parte coinvolta nell'adesione e germinazione dei granuli pollinici. I fiori si distinguono in fiori perfetti o ermafroditi, quando sullo stesso fiore sono presenti sia stami che carpelli (come nel caso delle Rosaceae), oppure unisessuali. Questi ultimi si distinguono in fiori staminiferi (maschili) e pistilliferi (femminili) che possono trovarsi sulla stessa pianta (detta monoica, come la pianta della zucca) o su piante diverse della stessa specie (dioiche, come la pianta del kiwi).

materiale biologico

*Mandorlo (Prunus amigdalus: Rosaceae)

I fiori del mandorlo sono ermafroditi, costituiti da 5 sepali e 5 petali (carattere distintivo della famiglia delle Rosaceae: i petali sono sempre 5 o multipli di 5), gli stami sono numerosi (circa 40) mentre presenta un pistillo con un solo ovario. Tutte e Rosaceae Prunoideae, come il mandrolo, hanno una fioritura precoce (sono infatti i primi fiori a sbocciare in primavera) che precede lo sviluppo delle foglie. Questo rappresenta una strategia adottata per evitare la competizione con le altre specie. Infatti, sebbene alla fine della stagione fredda siano presenti solo pochi insetti, la mancanza di foglie sulla pianta e l'assenza di altri individui da impollinare garantisce a queste piante la fecondazione degli ovuli. I petali cadono immediatamente dopo la fecondazione e per questo sono detti effimeri.

*Rosmarino (Rosmarinum officinalis; Lamiaceae)

Il rosmarino appartiene alla famiglia delle Lamiaceae, o piante aromatiche come la salvia e la menta. Gl iintensi odori che queste piante sprigionano sono dovuti ai moltissimi oli essenziali sintetizzati sia nelle foglie che nei fiori che svolgono le funzioni di respingere gli erbivori ed impedire che questi causino danni al corpo della pianta. I fiori, ermafroditi, hanno una simmetria molto particolare dovuta alla fusione dei petali che formano un labbro superiore formato da due petali e uno inferiore formato da tre pelati, generalmente più grande. Questo labbro ha la funzione di sorreggere gli insetti impollinatori di queste piante, appartenenti alle classi dei ditteri (mosche e zanzare) ed imenotteri (api e bombi) che possono essere anche molto pesanti. Questo è un esempio di coevoluzione fra il fiore ed il suo impollinatore. L'androceo è formato da 4 stami mentre il gineceo da 2 carpelli.

*Margherita (Chrysanthemum coronarium; Compositae)

I caratteri presentati dai fiori delle Compositae sono ritenuti fra i più evoluti fra le dicotiledoni. Le margherite in realtà, non sono singoli fiori ma infiorescenze. Più precisamente, le margherite sono infiorescenze a capolino sorretta da una struttura con l'aspetto di un calice formato da brattee. Nelle margherite si distinguono due tipi di fiori: quella che impropriamente viene chiamata corolla è composta da fiori ligulati (detti fiori del raggio) che svolgono la funzione vessillare, mentre il centro dell'infiorescenza è composta da piccolissimi fiori tubulari (detti fiori del disco).

*Sedum palmeri (Crassulaceae)

*Gelsomino giallo (Jasminus primulinum; Oleaceae)

I fiori del gelsomino sono ermafroditi, l'androceo è composto da due stami e il gineceo è bicarpellare (quindi formato da due carpelli). Anche in questo caso, i fiori sono raggruppati in infiorescenze ma, a differenza delle margherite, i singoli fiori sono bel distinguibili lungo il ramo dell'infiorescenza. Osservando i fiori del gelsomino è possibile notare un altro esempio di coevoluzione con gli insetti impollinatori. I gelsomini sono impollinati la lepidotteri (farfalle diurne e falene), infatti presentano una corolla tubulare e le ghiandole nettarifere sono raggiungibili solo da questi insetti con l'ausilio del loro apparato buccale molto allungato (detto spiditromba). Inoltre, è possibile distinguere i gelsomini impollinati dalle farfalle diurne rispetto a quelli impollinati da falene. Infatti le falene, in quanto insetti notturni, sono principalmente attratti dagli odori più che dai colori, ed impollinano fiori generalmente incolori ma caratterizzati da profumi intensi (come nel caso del gelsomino bianco). Questi insetti si definiscono “macrosmatici”. Al contrario, le farfalle diurne (definite insetti “microsmatici”) hanno un olfatto molto meno sviluppato e sono attratte dai colori dei petali, che variano dal giallo (come il gelsomino giallo) all'arancio-rosso al viola-blu. Questi fiori risultano infatti inodori.

*Narciso (Narcissus poeticum; Amaryllidaceae) (monocotiledone)

Le Angiosperme di distinguono in due grandi classi a seconda del numero di foglie embrionali: le dicotiledoni (due cotiledoni) e le monocotiledoni (un solo cotiledone). Quello del narciso è un esempio di fiore di una monocotiledone, infatti presenta organi sterili (calice e corolla) composti da 3 o multipli di 3 sepati e petali. Il fiore del narciso è ermafrodita, formato da 6 tepali, una corolla esterna composta da 6 petali ed una interna tubulare. L'androceo è composto da 6 stami e il gineceo da tre carpelli.

Strumenti

Strumenti necessari Descrizione
Microscopio ottico
Vetrino per Microscopio
Stereoscopio

Sitografia

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biologia/esperienze/sistema_fiorale.txt · Ultima modifica: 2018/06/27 13:15 da livia.donati