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biologia:campioni:epitelio_di_transizione

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Epitelio di transizione

L'epitelio di transizione è formato da numerosi strati e ha una morfologia molto variabile poiché riveste organi che vanno incontro ad una notevole distensione: sia il numero di strati sia la forma delle cellule variano secondo il grado di distensione o contrazione della parete dell'organo in cui si trova. Proprio per la sua capacità di adattarsi alle modificazioni di volume dell’organo, questo tipo di epitelio è detto anche polimorfo e può essere definito epitelio plastico.

E’ presente quasi esclusivamente nelle vie urinarie (vescica, uretere e parte superiore dell’uretra) ed è specializzato nel sopportare forti stiramenti e l'azione tossica delle urine.

L’epitelio di transizione è formato da tre tipi di cellule: nello strato più profondo, a diretto contatto con la lamina basale, troviamo cellule di forma cubica o cilindrica (cellule basali), mentre, subito al di sopra, vi sono alcuni strati di cellule allungate (cellule clavate o piriformi). Infine, lo strato più superficiale è costituito da cellule ortogonali rispetto alle cellule clavate e caratterizzate da una superficie superiore convessa, leggermente arrotondata, simile a una cupola (cellule cupoliformi o ombrelliformi). Quest’ultime cellule sono relativamente grandi e svolgono una funzione di protezione da effetti ipertonici e potenzialmente tossici dell’urina. La loro forma varia in relazione al grado di distensione della parete vescicale. I nuclei sono larghi e rotondi e mostrano nucleoli evidenti.

Sitografia

biologia/campioni/epitelio_di_transizione.txt · Ultima modifica: 2020/06/05 10:56 da francesca.matera